Margaret Atwood, Stephen King ed Edward Snowden bestseller internazionali del mese

Piera Costantini di Informazioni Editoriali | 21.10.2019

Da poco usciti anche in Italia, gli ultimi libri di Margaret Atwood, Stephen King ed Edward Snowden sono i protagonisti delle classifiche internazionali di settembre. Insieme a Ann Patchett, Ta-Nehisi Coates, Arturo Pérez-Reverte e Ildefonso Falcones, solo per citarne alcuni - I dettagli


Da poco usciti anche in Italia, gli ultimi libri di Margaret Atwood, Stephen King ed Edward Snowden sono i protagonisti delle classifiche internazionali di settembre.

Trentacinque anni dopo il successo planetario de Il racconto dell’ancella, la scrittrice canadese Margaret Atwood ritorna a raccontare gli orrori e le crudeltà del regime totalitario di Gilead nel sequel The Testaments (tr. it. I testamenti, Ponte alle Grazie), subito entrato ai primi posti delle classifiche di Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia e Stati Uniti (e Italia).

Anche in questo volume – fresco vincitore del Booker Prize – il tema centrale è il potere, che continua a opprimere sistematicamente le donne, ma che inizia a mostrare i segni di una crisi sotterranea e irreversibile. Attraverso una narrazione a tre voci, l’autrice dipinge uno scenario apocalittico che rispecchia in maniera inquietante molte dinamiche sotterranee della nostra società.

Si intitola The Institute (tr. it. L’istituto, Sperling & Kupfer) l’ultimo thriller di Stephen King che sta esaltando lettori e critica ed è tra i più venduti in Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti.

Luke Ellis, ragazzino superdotato, viene brutalmente rapito e rinchiuso in un istituto insieme ad altri bambini con poteri speciali. La feroce signora Sigsby, direttrice dell’istituto, è convinta di poter estrarre i loro doni ed è pronta a farlo con qualunque mezzo e a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. Così, mentre i suoi compagni spariscono uno alla volta, Luke cerca disperatamente una via d’uscita.

Edward Snowden, l’ex informatico della Cia che con le sue rivelazioni ha scoperchiato lo scandalo del Datagate, racconta per la prima volta in Permanent Record (tr. it. Errore di Sistema, Longanesi) la sua storia, descrivendo il proprio ruolo nella creazione della tecnologia di sorveglianza digitale di massa e i motivi che lo hanno spinto a denunciarne l’esistenza.

La sua autobiografia è nelle prime posizioni in Francia, Germania, Svezia e Stati Uniti, dove è stata intentata un’azione legale contro Snowden e il suo editore per aver divulgato senza autorizzazione informazioni di intelligence.

Tra le numerose e interessanti novità di questo mese, segnaliamo in Francia due libri che stanno facendo discutere.

Les Quatre coins du cœur (6°) è un romanzo inedito e incompiuto di Françoise Sagan (Bonjour tristesse, Le piace Brahms?, Longanesi) ritrovato e pubblicato dal figlio Denis Westhoff quindici anni dopo la morte della scrittrice. Tenuto segreto fino al suo lancio in pompa magna con una tiratura straordinaria, il libro sta scatenando polemiche perché il testo è stato “completato” – non è chiaro in quale misura – dal figlio.

Al centro della storia un insolito triangolo amoroso borghese tra Ludovic, sopravvissuto per un soffio a un incidente stradale; la moglie, una donna superficiale che lo vuole lasciare; e la suocera, che riscopre nel genero una passione insolita.

Sono invece tutte politiche le polemiche suscitate dallo scrittore e giornalista investigativo Laurent Obertone. In Guerilla. Le jour où tout s’embrasa del 2016 (tr. it. Guerriglia. Il giorno in cui tutto si incendiò, Signs Publishing) aveva immaginato la caduta della Francia in soli tre giorni a causa dell’improvvisa rivolta delle masse di immigrati, scatenata da un incidente con la polizia nella banlieue parigina ad alta densità musulmana e da lì divampata in tutto il paese fino all’esplosione finale.

Il secondo tomo Guerilla. Le temps des barbares (8°) descrive lo scenario successivo al crollo: un paese senza Stato e senza regole, consegnato agli assassini che controllano le strade e ai mastini della guerra che terrorizzano le campagne. Quelli che una volta erano cittadini ora non sono altro che creature umane prive di tutto, isolate nella loro diffidenza, pronte a uccidere per una lattina di benzina.

A chi lo accusa di essere diventato un riferimento culturale della destra più o meno estrema, Obertone risponde di essersi basato per i suoi libri su scenari ipotetici ma verosimili prefigurati dai servizi segreti francesi e sulle testimonianze dirette delle vittime di guerre civili.

In Germania è uscita la seconda parte di Eine Familie in Deutschland (2°) in cui Peter Prange descrive la tragedia tedesca della II Guerra Mondiale attraverso la storia della famiglia Ising, insediata da generazioni a Wolfsburg, al centro della Germania ma lontano dal mondo. Finché Hitler non decide di costruire proprio lì una gigantesca fabbrica di automobili, la Wolksvagen, costringendo i membri della famiglia a prendere delle decisioni difficili: andarsene? Piegarsi? O resistere?

Due novità olandesi affrontano il tema di come l’inizio della nostra esistenza ne determini inevitabilmente la continuazione.

Zwarte schuur (3°) di Oek de Jong ha per protagonista Maris Coppoolse, pittore cinquantanovenne al quale viene dedicata una mostra retrospettiva di grande successo al Museo Stedelijk. Maris è al culmine della sua fama, finché la storia di copertina di un settimanale rivela la fonte del suo lavoro ossessivo: un crimine commesso all’età di quattordici anni. Amici e conoscenti sono profondamente scioccati, nessuno ne era al corrente. Con profondità psicologica, l’autore racconta la storia di una vita segnata per sempre da un singolo evento catastrofico.

Let op mijn woorden (4°) di Griet op de Beeck ha invece una protagonista femminile, Liza. Fin dall’adolescenza non ha mai saputo come orientarsi nella vita, ma ha sempre pensato di non avere motivi per lamentarsi, e ha cercato di diventare quello che pensava di dover diventare. L’insicurezza e il dolore causati da una situazione familiare problematica saranno alla base di un grave disturbo alimentare in età adulta e la trascineranno in una spirale discendente.

Sono o saranno a breve disponibili anche per i lettori italiani due novità in classifica nel Regno Unito.

Postscript (3°, tr. it. Post scriptum, di prossima pubblicazione per DeA Planeta Libri) di Cecelia Ahern è il sequel del bestseller P.S. I love you (Rizzoli) che aveva come protagonisti Holly, rimasta vedova a soli 29 anni, e il defunto marito Gerry che aveva trovato il modo di farle avere una lettera ogni mese con un messaggio per ritrovare la voglia di vivere.

Nel nuovo romanzo, Holly scopre che la sua tragica e romanticissima storia d’amore con Gerry ha ispirato uno strano fan club. Inizialmente la sua reazione è di rifiuto perché non vuole reimmergersi nel dolore. Ma le ragioni di quanti, alle prese con il difficile compito di dire addio a coloro che amano, si rivolgono a lei in cerca di aiuto sono difficili da ignorare.

The Second Sleep (4°, tr. it. Il sonno del mattino, Mondadori) di Robert Harris è un thriller ambientato nel 1468 con protagonista un giovane prete, Christopher Fairfax, giunto in un remoto villaggio inglese per celebrare il funerale del parroco morto una settimana prima. Tutto in quel luogo gli appare inquietante, e la versione ufficiale della morte a seguito di una caduta non lo convince: l’appartamento del parroco è pieno di oggetti e di libri “proibiti” che parlano di un mondo lontano che non esiste più. Nella ricerca della verità, tutto ciò in cui ha sempre creduto verrà messo alla prova.

È la Barcellona degli ultimi quella raccontata da Ildefonso Falcones (La cattedrale del mare, La mano di Fatima, La regina scalza, Gli eredi della terra, Longanesi) nel suo nuovo romanzo El pintor de almas (1°, tr. it. Il pittore di anime, Longanesi). È il 1901, e la città attraversa un momento di estrema tensione sociale, alimentata dal contrasto sempre più evidente tra la miseria delle classi più umili e lo splendore delle nuove costruzioni moderniste sui grandi viali. Un contrasto che il giovane pittore Dalmau Sala vive sulla propria pelle, stretto tra la lotta operaia abbracciata dai suoi cari e il lavoro nella fabbrica del suo mentore don Manuel Bello, un ricco borghese dall’incrollabile fede cattolica.

Dopo la serie Falcó (Il codice dello scorpione, L’ultima carta è la morte, Rizzoli), Arturo Pérez-Reverte si allontana dal XX secolo e ritorna al passato con Sidi (8°), in cui racconta le avventure di un uomo, un leader nato, che dopo essere stato bandito va incontro al suo destino con una schiera di guerrieri fedeli che lo rispettano, lo temono e lo seguono.

Liv Strömquist (Il frutto della conoscenza, I sentimenti del principe Carlo, I’m every woman, Fandango Libri) è una fumettista svedese, interessata fin dall’adolescenza alle tematiche di genere che affronta con sarcasmo e sfrontatezza. Nella sua ultima graphic novel, Den rödaste rosen slår ut (4°), si interroga sullo stato di salute dell’amore nella tarda era capitalistica e sul perché è diventato sempre più difficile innamorarsi.

Considerato uno dei più importanti intellettuali americani, firma di punta dell’Atlantic, analista di riferimento sui temi di razza e razzismo, Ta-Nehisi Coates (Una lotta meravigliosa, Tra me e il mondo, Codice; serie a fumetti Pantera Nera, Panini Comics) torna in libreria con The Water Dancer (1°).

Il libro racconta la storia del giovane Hiram Walker, nato in schiavitù. Quando sua madre viene venduta, Hiram è derubato di ogni suo ricordo, ma gli viene donato un potere misterioso che anni dopo gli salverà la vita mentre sta per affogare. Da questo incontro ravvicinato con la morte nasce un’urgenza di fuga che lo porterà dalla grandiosità corrotta delle piantagioni della Virginia ai movimenti pericolosamente idealistici del Nord.

The Dutch House (5°) di Ann Patchett (Stupori, Il bene comune, Ponte alle Grazie) segue le tormentate vicende familiari di Danny e Maeve, fratello e sorella, cresciuti da soli nella “casa olandese”. Il padre, un magnate dell’immobiliare, è distante e la madre li ha abbandonati quando ancora erano bambini per andare a lavorare con i poveri in India. Dopo la morte del padre, Danny e Maeve sono costretti dalla matrigna a lasciare la loro dimora. Vi ritorneranno più e più volte senza mai potervi entrare, cercando di penetrare nel mistero del proprio esilio e dell’assenza della madre.

Concludiamo con una novità di saggistica dello scrittore e storico olandese Rutger Bregman, diventato famoso in tutto il mondo per il suo coraggioso intervento al World Economic Forum di Davos di quest’anno, durante il quale ha invitato i presenti a parlare meno di filantropia e più di tasse (per i ricchi).

Nel suo bestseller Utopia per realisti (Feltrinelli) aveva proposto il reddito di base per tutti, la settimana lavorativa di 15 ore e le frontiere aperte. Nel suo nuovo libro De meeste mensen deugen sostiene che la maggior parte delle persone sono buone, e il motivo per cui a volte siamo capaci di cose terribili è la disumanizzazione. La cultura occidentale è stata permeata dalla credenza nella depravazione dell’uomo. Se si partisse dal presupposto che le persone sono buone, la società potrebbe essere organizzata in maniera molto diversa.

Qui le classifiche mensili con i bestseller in Francia, Germania, Cina, Regno Unito, Svezia, Spagna, Usa e… 

nota: dal 1985 Informazioni Editoriali, che fa parte del gruppo Messaggerie Italiane, è leader in Italia nella realizzazione e nella gestione di database bibliografici, nonché nella fornitura di servizi informativi per il mondo del libro. È anche editrice del portale iBUK, da cui sono tratte queste classifiche internazionali.

Fonte: www.illibraio.it

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