L’Italia deve smettere di odiare l’Europa (e di vergognarsi di sé stessa): il saggio di Federico Fubini

Redazione Il Libraio | 19.04.2019

Federico Fubini è in libreria con "Per amor proprio", saggio che racconta la crisi di identità degli italiani (in vista delle Europee del 26 maggio) - I particolari


Federico Fubini, classe ’66, inviato e editorialista di economia del Corriere della Sera, di cui è vicedirettore ad personam, è in libreria per Longanesi con Per amor proprio, saggio che racconta la crisi di identità degli italiani.

L’autore, che da giornalista è passato da Firenze, città in cui è nato, a Bruxelles, dove ha vissuto per quasi dieci anni a partire dal 1994, propone una riflessione anche in vista delle Europee del 26 maggio.

Federico Fubini

Come sottolinea il libro, la politica nel nostro paese è sì piena di odio e colpi bassi ma, allo stesso tempo, tutti riconosciamo nell’Italia la nostra identità comune. Dobbiamo accettare che lo stesso valga per l’Europa, perché è la nostra realtà del ventunesimo secolo. Rendere tabù qualunque dubbio sulle scelte di Bruxelles, come fanno gli europeisti a ogni costo secondo i quali noi italiani abbiamo sempre torto e gli altri sempre ragione, non ha fatto che regalare il monopolio della critica a chi l’Europa vuole distruggerla. E rendere tabù l’amor proprio nazionale ne ha lasciato l’esclusiva a chi lo usa come una clava.

Federico Fubini - foto Daniele Mosna
Federico Fubini – foto Daniele Mosna

Per l’Italia, invece, secondo Fubini (che ha studiato greco antico all’università, dedicandosi poi all’economia e alla finanza) la scelta non è fra Bruxelles e la via sovranista, ma fra l’integrazione con gli europei e la sottomissione all’impero degli altri: russi, cinesi, americani o i colossi del Big Tech.

Per gli italiani è dunque arrivato il momento di capire che, se vogliono davvero fare i propri interessi, devono imparare a rivendicarli con forza e determinazione, senza che questo significhi in alcun modo indebolire o distruggere il sistema europeo. Per farlo occorre però, prima di tutto, togliere l’Europa ai sovranisti e agli europeisti di professione, per restituirla ai nostri figli, e a noi stessi. Senza arroganza, né complessi di inferiorità.

Fonte: www.illibraio.it

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