Harlan Coben, maestro del “domestic thriller” (e amatissimo da Netflix)

Giuseppe Strazzeri | 27.05.2021

In occasione dell'uscita di "Fuga", nuovo thriller di Harlan Coben, Giuseppe Strazzeri (direttore editoriale della Longanesi), presenta su ilLibraio.it lo scrittore bestseller americano (32 romanzi, 75 milioni di copie vendute e traduzioni in 43 lingue), che è oggi forse l’autore di libri più gettonato da un’altra fabbrica dei sogni, ossia Netflix...


Harlan chi?

Harlan Coben (in copertina nella foto di Francesca Begos, Hachette Book Group USA, ndr). Nome curioso (di origine ebraica, era un Cohen mutato secondo le tipiche scorciatoie dell’immigrazione e integrazione americane dei primi del ‘900) e ancora non sufficientemente noto da noi, di un vero, indiscusso gigante della Narrazione. E quando dico gigante non è solo per i suoi quasi due metri di altezza (Coben è stato in gioventù un giocatore semiprofessionista di basket nel circuito NFL, quello dei college americani, per capirci, sotto le insegne dell’Amherst College), ma perché sono i numeri a dircelo: con 32 romanzi, 75 milioni di copie vendute e traduzioni in 43 lingue, Coben sta comodamente al fianco dei più grandi bestselleristi di lingua inglese contemporanei, da Dan Brown a Michael Connelly a Lee Child.

L’APPUNTAMENTO CON “LIBIVE” SULLA PAGINA FACEBOOK DE ILLIBRAIO.IT – Il 31 maggio alle 18 Harlan Coben presenta il suo nuovo romanzo, Fuga, con Antonio Dipollina

E quanto ai numeri di questo affabile scrittore del New Jersey, non è finita qui: con un contratto in esclusiva per ben quattordici progetti narrativi tratti dai suoi romanzi, Coben è forse oggi l’autore di romanzi più gettonato da un’altra fabbrica dei sogni, forse attualmente la più potente al mondo, ossia Netflix. E anche in merito a questo aspetto, che già in sé dovrebbe sufficientemente sorprenderci, forse è utile sottolineare che delle svariate serie tv già tratte dai suoi romanzi e andate in onda con grande successo in tutto il mondo, non tutte sono di produzione americana: in più di un caso infatti si è trattato di produzioni Netflix dislocate in paesi in cui Harlan Coben gode già di un solidissimo status di scrittore di bestseller: scopriamo così che The Woods è una produzione polacca, The Stranger e The Safe sono state girate in Inghilterra, mentre The Innocent ha una produzione e un cast spagnoli. A testimonianza del fatto che Harlan Coben (autore che a questo punto, converrete con me, sarebbe davvero insensato ignorare) è uno scrittore compiutamente, felicemente globale. Le sue sono storie che evidentemente parlano a tutti.

È invitabile quindi chiedersi quale sia l’ingrediente segreto, che cosa abbia reso questo autore la punta di diamante della narrazione che attualmente è. La risposta risiede, io credo, proprio nel tipo di storie che ormai da qualche anno abbiamo imparato ad amare e nelle quali sempre più ci piace rifugiarci, spesso complice proprio la serialità televisiva: storie di crimini senza poliziotti e senza ladri, in cui il dramma si consuma, ancor più spietato perché quotidiano, tra le pareti di casa.

Copertina del libro Fuga di Harlan CobenIn arrivo in libreria Fuga (Longanesi, traduzione di Stefania Cherchi)

La loro grandezza inquietante sta nel ritrarre un confortevole equilibrio domestico, ben noto prima di tutto al lettore/spettatore, che all’improvviso si incrina, emettendo un sinistro scricchiolio, prima di esplodere in mille affilatissime schegge. Ecco, un genere così non nasce dal nulla. Ha madrine e padrini. E uno di loro, senza ombra di dubbio uno dei migliori, è proprio Harlan Coben, che già alla metà degli anni ’90, mentre il noir e il thriller continuavano a nutrirsi di stazzonate figure di investigatori, poliziotti violenti ed efferati serial killer, scopriva l’inquietante fascino di quello che oggi va sotto il nome di “domestic suspense”.

Leggendolo oggi, scopriamo perciò che tanti romanzi e tanti film di grandissimo successo dell’ultimo decennio non sarebbero semplicemente pensabili senza l’apporto di questo superbo narratore, bestseller assoluto tanto negli USA quanto in Europa, dove ha mietuto, dalla Francia alla Germania alla Gran Bretagna, ogni genere di premi e riconoscimenti; e oggi, come si diceva, star assoluta anche nel mondo della produzione audiovisiva. Coben quindi non è solo un grande scrittore d’evasione che sarebbe un peccato non conoscere: è la testimonianza vivente del fatto che l’immagine in movimento, a dispetto dei periodici allarmi lanciati, non inghiottirà mai il romanzo. Ci sarà invece sempre e sempre più bisogno della sbrigliata, irrequieta, artigianale fantasia di un tranquillo gigante del New Jersey, intento a fabbricare storie mentre sorbisce un caffè seduto in un “diner” al di qua dall’Hudson, affacciato sullo skyline di New York.

L’AUTORE Giuseppe Strazzeri è direttore editoriale della casa editrice Longanesi.

Fonte: www.illibraio.it

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