La tentazione di essere felici

Un protagonista memorabile. Ambientato a Napoli, il libro è comico e cinico e, senza cambiare tono, approda al dramma e alla tenerezza.
Teresa Ciabatti, Corriere della Sera Leggi tutta la recensione
"L'originalità del soggetto, la chiarezza della scrittura e la musicalità della prosa. E' un romanzo in cui l'amore la fa da padrone senza scadere nella retorica, narrandoci una coralità fatta di personaggi che il lettore penserà di aver conosciuto nella propria quotidianità. L'autore sa prenderci per mano e portarci nella storia con naturalezza e calore, una storia affrontata in contropelo, in modo non troppo prevedibile e piuttosto anticonformista attraverso il coinvolgente cinismo del suo protagonista. L'amore più importante è quello per la vita, e Cesare Annunziata ce lo ricorda, con un simpatico ghigno, più efficace di una dichiarazione d'amore" (Motivazione della giuria per il premio SCRIVERE PER AMORE 2015 assegnato a "La tentazione di essere felici").
Galetto Alessandra, L'Arena
Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di
parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo
da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di
fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in
faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a
una feroce ironia, forse per il timore che non tornino.
Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo
prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino,
il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere
scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio,
e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera
che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i
vedovi del quartiere.
Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica
Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia.
Cesare capisce subito che in quella coppia c’è qualcosa che non
va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta
d’aiuto negli occhi tristi di Emma…
I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto
su se stesso, sono la scintillante materia di questo formidabile
romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono,
con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda
umanità.
Se avete amato Barney Panofsky, l’indimenticabile protagonista
del romanzo di Mordecai Richler, La versione di Barney, non potrete
non innamorarvi di Cesare Annunziata.

Potete leggere altre informazioni su Lorenzo Marone visitando il suo sito

LEGGI ANCHE: “La sorprendente storia di un cinico 77enne nel romanzo di Marone”
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Titolo
La tentazione di essere felici
ISBN
9788830440180
Autore
Collana
Temi
Dettagli
Cartonato
N° di pagine
272
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Ultime recensioni

  • Da fabiana.marzotto

    lo ha valutato

    Ci sono libri che ti rapiscono, che alimentano la curiosità, che ti colpiscono per la loro capacità di affrontare a volto scoperto anche i temi più spinosi. "La tentazione di essere felici" è uno di questi e, come per altri commenti letterari, preferisco concentrarmi sugli stati emozionali sfiorati e svelare poco o niente della trama (del resto, è sufficiente collegarsi alla rete per fare proprie tutta una serie di informazioni narrative). Tra tutte quelle usate dall'autore, tre parole - a mio avviso - meritano di essere evidenziate: 1. Amore, nel senso più ampio del termine: da quello per i figli a quello per l'amico Marino, da quello maturo e non solo 'di testa' per Rossana a quello tendenzialmente salvifico per Emma. Ogni sfumatura, ogni leggera flessione di questo sentimento vengono abilmente tratteggiate da Lorenzo e dalla sua scrittura brillante, ironica e riflessiva 2. Intimità, quella vera, quella che proviene da una piena condivisione che mette a nudo il nostro reale modo di essere. Quella che abbassa le barriere e non consente più di nascondersi. Quella che si metabolizza e che permette di rivivere emozioni che si davano per sopite 3. Salvezza, una parola piena di speranza, da qualunque lato la si prenda. Il dolore e la sofferenza, sia che derivino da percosse, da scelte malfatte o da scelte mancate, visitano ogni singolo individuo, individuo che dovrà in qualche modo affrontarli, magari chiudendoli in una stanza o vergognandosene quando i segni saranno troppo evidenti per essere celati. Si prova a sopravvivere e a non lasciarsi sopraffare da una culla emotiva dalla potenziale forza devastante. E' un viaggio nelle memorie di un’esistenza che non è più la stessa: si pensa ai ricordi sepolti, si pagano gli errori del tempo andato, si pronunciano frasi dettate da ragionamenti giovani e veloci non esplicitati, si raddrizzano le cose storte della vita e si apprezza la vera essenza delle persone. Ci si confronta con una realtà nuova, più consapevole, frutto di un passato ormai lontano, figlia di un presente che scorre placido e timorosa di un futuro prossimo dall’esito certo. L'autore è decisamente bravo a strappare e a bilanciare sorrisi divertiti e sorrisi amari, a scandagliare l'animo umano, a solleticare la commozione e - alla maniera di Cesare - a farmi dire: «Mi piace questo libro che oggi porta fisicamente i segni più o meno indelebili di un viaggio al centro dei sentimenti».

  • Da molorelay

    lo ha valutato

    Colpisce l'ironia, tratta temi importanti con leggerezza, ti traporta nel mondo di Cesare. Ognuno di noi vorrebbe aver conosciuto un vero Cesare nella vita. Un finto burbero.

  • Da salvogotaras

    lo ha valutato

    Il libro di L. Marone con la semplicità della struttura e la scorrevolezza della prosa è un libro leggibilissimo (l'ho letto in due giorni): in questo modo riesce a trattare temi importanti della vita reale: la dignità della diversità, la ribellione alla vita abitudinaria, la libertà di valutare con la consapevolezza di non aver più niente da perdere (anzi, con la voglia di vivere a lungo), la debolezza della donna difronte alla violenza, la forza della famiglia. A breve lo rileggerò, perchè è un libro che fa star bene.

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