Tre romanzi emozionanti, per affacciarsi al nuovo anno

Redazione Il Libraio | 26.12.2020

I nuovi romanzi di Massimo Gramellini e Antonio Manzini, e un successo del passaparola in arrivo dal Giappone: vi suggeriamo tre letture che sapranno toccarvi nel profondo


Tre storie che emozionano. Tre nuovi romanzi di grande successo, firmati da due tra gli autori italiani contemporanei più apprezzati da lettrici e lettori, e da un nome emergente che arriva dal Giappone, e che grazie al passaparola da mesi è protagonista in classifica.

C’era una volta adesso

massimo gramellini c'era una volta adesso

Autore: Massimo Gramellini, giornalista, conduttore tv (Le parole della settimana, Raitre) e autore di bestseller come Fai bei sogni, che in Italia ha venduto oltre un milione di copie.
Editore: Longanesi.
Genere: tra romanzo e fiaba contemporanea.
Pagine: 288, perfetto per un fine settimana all’insegna della dolcezza e delle emozioni intense.
Consigliato a… a chi ha vissuto questi mesi di isolamento aspettando una storia che riuscisse ad esprimere tutto quello che abbiamo vissuto. Perché per superare un dolore, bisogna trasformarlo in racconto.
Trama: con la sua grande empatia, Gramellini ci racconta la storia di Mattia, un bambino di 9 anni che, durante la primavera del 2020, si ritrova chiuso in casa con il suo più grande nemico: quel padre che l’aveva abbandonato quando aveva solo tre anni…
Cosa ci è piaciuto di più: un racconto attualissimo, di sentimenti e speranze, che ci insegna a fidarci degli altri e a reinventarci continuamente. Qui trovate la recensione scritta da Francesca Cingoli per ilLibraio.it.

Gli ultimi giorni di quiete

Gli ultimi giorni di quiete manzini

Autore: Antonio Manzini (che lascia da parte per un momento il suo personaggio più noto, Rocco Schiavone, protagonista anche in tv).
Editore: Sellerio.
Genere: romanzo contemporaneo.
Pagine: 240 (e sarà importante, di tanto in tanto, fermarsi a meditare).
Consigliato a… a chi è alla ricerca di una storia forte, che stimoli dilemmi morali e riflessioni profonde.
Trama: Nora non si dà ancora pace per la morte di suo figlio Corrado, ucciso sei anni prima durante una rapina nella tabaccheria di famiglia, a Pescara. La tragedia, inevitabilmente, ha anche rovinato il suo matrimonio. La donna sta tornando a casa in treno e, non distante da lei, vede l’assassino, che dovrebbe essere in prigione a scontare il delitto, e invece è proprio lì. Non può credere che sia già stato messo in libertà… Nora non può perdonare e accettare il figlio sotto una lapide e l’omicida in giro a ricostruirsi un’esistenza. Dove inizia la pietas e dove finisce la giustizia?
Cosa ci è piaciuto di più: “Una storia di dolore e vendetta. Umana, troppo umana”, ha scritto Robinson. Un romanzo che non si dimentica facilmente, ci sentiamo di aggiungere, e che tocca corde accese e vibranti.

Finché il caffè è caldo 

Finché il caffè è caldo

Autore: Toshikazu Kawaguchi, sceneggiatore e regista giapponese, qui al debutto letterario, e che presto tornerà in libreria con l’atteso seguito, Basta un caffè per essere felici.
Editore: Garzanti (traduzione di Claudia Marseguerra).
Genere: romanzo di storie intrecciate.
Pagine: 192, per una lettura commovente e non troppo lunga.
Consigliato a… chi pensa sia arrivato il momento ideale per una storia dedicata alle occasioni perdute, ma anche a quelle ancora da vivere. Per affacciarsi al nuovo anno con lo spirito giusto.
Trama: dopo aver conquistato i lettori giapponesi, Toshikazu Kawaguchi si è fatto apprezzare anche da lettrici e lettori italiani, che in questo 2020 si sono affezionati alle storie che ruotano attorno a una caffetteria davvero speciale. Un luogo aperto da più di cento anni, su cui circolano mille leggende. Si narra infatti che, bevendo il caffè, sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. E che, con un semplice gesto, tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato…
Cosa ci è piaciuto di più: la vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo: è questo, in fondo, che ci ricorda Finché il caffè è caldo… 

(articolo in collaborazione con Upday)

 

Fonte: www.illibraio.it

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