La guerra è una cosa triste, ma ancora più triste è il fatto che ci si fa l’abitudine. Il primo morto, quando l’ho visto, stamani, rovesciato sull’argine di un campo con le braccia aperte, le mani magrissime piene di fango e la faccia gialla, di cerca, con gli occhi vuoti a guardare il cielo, mi […]
La guerra è una cosa triste, ma ancora più triste è il fatto che ci si fa l’abitudine. Il primo morto, quando l’ho visto, stamani, rovesciato sull’argine di un campo con le braccia aperte, le mani magrissime piene di fango e la faccia gialla, di cerca, con gli occhi vuoti a guardare il cielo, mi ha paralizzato… Non si può parlare, scrivere di questa o di un’altra guerra, se non la si va a vedere, se non si è disposti a condividerne i rischi.
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