“Al contrario di quello che si credeva di solito, la mente di un bambino o di un adolescente non era così intellegibile. Infatti, agli occhi di un terapeuta si presentava come un labirinto. Era facile entrare ma difficile uscire. E la cosa peggiore era che ci si poteva perdere. Se l’ipnotista si smarriva nella testa […]
“Al contrario di quello che si credeva di solito, la mente di un bambino o di un adolescente non era così intellegibile. Infatti, agli occhi di un terapeuta si presentava come un labirinto. Era facile entrare ma difficile uscire. E la cosa peggiore era che ci si poteva perdere. Se l’ipnotista si smarriva nella testa di un piccolo paziente, questi non aveva scampo: sarebbe cresciuto con un intruso nell’inconscio, il che aveva implicazioni notevoli sullo sviluppo della psiche”.
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