"Alice nel Paese delle idee" non è solo un romanzo (che omaggia e ricorda il capolavoro di Lewis Carroll), ma è anche un invito e un'esortazione a filosofare: a pensare e ragionare, a vivere con spirito critico e trovare nella filosofia una strada per affrontare il presente. Accompagnata dalla Fata Obiezione, un canguro enciclopedico e due topoline, l'Alice di Roger-Pol Droit (filosofo, saggista e collaboratore di "Le Monde") incontrerà Socrate, Aristotele, Ipazia, Cartesio, Spinoza e molti altri grandi saggi...
Ha ancora senso, oggi, parlare di felicità? E, di conseguenza, ha ancora senso parlare di filosofia, in un tempo che sembra chiedere risposte immediate, soluzioni rapide, posizioni nette?
C’è chi tende a considerarla un sapere distante, astratto, poco utile di fronte alle urgenze del presente. Eppure la filosofia nasce proprio nei momenti di crisi: quando il mondo vacilla, quando le certezze si incrinano, quando diventa necessario fermarsi a pensare. Non per trovare risposte definitive, ma per imparare a porre le domande giuste. In questo senso, la filosofia resta uno strumento vivo e uno stimolo continuo per la mente.

È da qui che prende avvio Alice nel paese delle idee di Roger-Pol Droit, un romanzo filosofico (pubblicato da Longanesi, con la traduzione di Alba Bariffi) che dialoga apertamente con due opere ben note: Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll (“tragico e perturbante”, come raccontato in questo articolo) e Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder (di cui invece abbiamo parlato qui).
Dal primo eredita l’impianto narrativo fantastico e il viaggio di una giovane protagonista in un mondo altro; dal secondo la vocazione divulgativa e l’idea di raccontare la filosofia attraverso una storia accessibile, pensata anche per chi non ha competenze specifiche.
La protagonista è Alice, una ragazza dei nostri tempi, immersa nelle inquietudini del presente: la crisi climatica, le guerre, il senso di impotenza di fronte a un mondo che sembra andare nella direzione sbagliata. “Ma che ne faccio di questa storia del metodo? Il pianeta è allo sbando”.
È lei il centro del romanzo, il vero punto di riferimento di chi legge. Il viaggio nel Paese delle Idee non è una fuga dalla realtà, ma un tentativo di trovare strumenti per affrontarla.
Il Paese delle Idee è un luogo in cui esistono tutte le idee e tutti i grandi pensatori del passato. Qui Alice incontra filosofi, saggi e maestri spirituali: da Socrate a Lao Tzu, da Aristotele al Buddha, passando per Spinoza, Montaigne e Machiavelli. Ogni incontro è l’occasione per conoscere una visione del mondo, un modo diverso di intendere il sapere, la felicità, l’agire umano.
L’opera di Roger-Pol Droit non si limita a riassumere, né a raccontare delle bizzarre avventure, e non prende mai la deriva di un trattato – nonostante l’autore sia un filosofo, un saggista e collaboratore di Le Monde. Alice nel Paese delle Idee è un romanzo scorrevole, spesso divertente, costruito su dialoghi vivaci e situazioni simboliche. Le teorie filosofiche vengono spiegate, sintetizzate e messe alla prova attraverso il confronto diretto con la giovane protagonista, che ascolta, domanda, si entusiasma e dubita. E quando non ci sono i pensieri della giovane protagonista, troviamo il personaggio della Fata Obiezione, talvolta scomoda, persino antipatica, ma essenziale: nessuna idea viene lasciata senza contraddittorio.
Accanto a lei compaiono anche due topoline – una savia e una matta – e un Canguro enciclopedico, detto Sbagliomai, che integra il racconto con informazioni, dettagli e vere e proprie “schede” sui personaggi incontrati.
Di capitolo in capitolo il libro si trasforma in un’ampia e articolata mappa della filosofia, intervallata dalle citazioni che Alice ascolta e si segna: è alla ricerca di un motto da tatuarsi sul braccio. E così, procedendo nella lettura, Alice nel Paese delle Idee non può non arricchirsi di personalissimi post it, segnapagina adesivi e sottolineature.
Grazie alla scrittura limpida e coinvolgente del 77enne Roger-Pol Droit, chi legge vive un’esperienza simile a quella di Alice: a ogni capitolo si è portati a pensare “ha ragione!”, salvo poi cambiare idea in quello successivo. Tutti i pensatori risultano convincenti, tutti sembrano offrire una risposta valida. Ma proprio questa oscillazione è il cuore del libro: nessuna teoria è definitiva, e il pensiero nasce dal confronto, dal dubbio, dal dialogo.
Alice nel Paese delle Idee è così un romanzo divulgativo nel senso migliore del termine: accessibile ma mai superficiale, narrativo ma rigoroso, capace di mostrare che la filosofia non è un sapere distante, bensì uno strumento vivo per orientarsi nel mondo contemporaneo.
Fonte: www.illibraio.it
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