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Justin  Scott
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Longanesi



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 LA SCHEDA LIBRO
 
   
LE FIGLIE PERDUTE DELLA CINA
Xinran
Traduzione di Valentina Quercetti
Testimonianza
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 252
Prezzo: € 17.60
In libreria dal: 26 Maggio 2011
Libro  disponibile
    
 
 
 IL LIBRO
 
    «Hai mai sistemato una bambina?» Siamo in un villaggio di contadini nel cuore di una regione poverissima lungo il Fiume Giallo, in Cina. Siamo ai giorni nostri, ma in quella zona remota il tempo sembra essere immobile da secoli. «Hai mai sistemato una bambina?» chiede insistente una contadina del villaggio alla giornalista Xinran, durante un’intervista. La giovane sposa di campagna sa bene che è suo dovere dare alla luce un maschio, ed è convinta che ogni donna, come lei, quando mette al mondo una femmina sappia altrettanto bene cosa fare: deve trovare il modo di «sistemare» la bambina, di sbarazzarsi di lei. Deve, suo malgrado, abbandonarla.
L’abbandono delle bambine appena nate era, ed è tuttora, una pratica tristemente diffusa in Cina, e non solo nelle zone rurali, complici le ristrettezze economiche e una legge sulla pianificazione delle nascite che per anni ha imposto a ogni famiglia un figlio solo. Alle bambine più fortunate il destino ha riservato l’amorevole accoglienza di una famiglia adottiva in un paese occidentale. Per molte altre nascere femmina ha significato essere brutalmente uccise appena venute al mondo.
Grazie a un lavoro di ricerca e di inchiesta durato anni, Xinran dà finalmente voce al silenzioso dolore delle donne cinesi – contadine, studentesse, impiegate – che hanno abbandonato le proprie neonate sulla via di una città, fuori da un ospedale o da un orfanotrofio o sulla banchina di una stazione, offrendoci uno spaccato della Cina odierna per molti aspetti inedito, e al tempo stesso narrandoci una storia fatta di drammi e di speranze ritrovate, una storia capace di lasciare il segno.
 
 I GIUDIZI
 
    "Una testimonianza struggente sulla condizione delle donne e delle bambine in Cina. Storie di destini femminili che aggiungono una fosca pennellata alla vita deitro la Grande Muraglia."
Angela Terzani
"Solo un cuore di pietra potrebbe non commuoversi."
The Economist
"Xinran denuncia con forza il sistema del suo Paese dando voce non solo alle madri naturali che hanno dovuto sopportare il dolore e il senso di colpa per la perdita delle proprie figlie, ma anche alle madri adottive di tutto il mondo che hanno accolto le bambine cinesi abbandonate."
The Times
"Un libro unico, scritto la partecipazione e il calore di una grande narratrice."
Financial Times
 
 UN BRANO
 
    "Cominciai a scrivere Le figlie perdute della Cina il 2 febbraio 2008 in Australia, in una piccola casa vicino al mare in Blues Point Road, a Sydney... Il 7 febbraio era il capodanno cinese, o festa di primavera, e i media australiani parlarono delle decine di migliaia di cinesi che partecipavano ai festeggiamenti. Oltre un centinaio di famiglie che avevano adottato bambini cinesi vi presero parte. Mentre osservavo le bambine vestite con costumi cinesi che chiedevano in inglese ai loro genitori australiani che cosa fosse la festa di primavera, provai sentimenti confusi. Quelle bambine erano davvero figlie della Cina? Sì, penso che lo fossero. Come dicevano gli antichi: quando le arance del Sud vengono trapiantate al Nord continuano a essere arance, anche se hanno un sapore leggermente diverso. Credo che pur essendo cresciute in un paese e in una cultura stranieri, il sangue delle loro madri cinesi continui a scorrere nelle loro vene."
 
 L'AUTORE
 
    Xinran