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LA SCHEDA LIBRO |
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UN COLPO DI VENTO
Ferdinand Von Schirach
Traduzione di Irene Abigail Piccinini
Narrativa
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 240
Prezzo: € 18.00
In libreria
dal: 6 Maggio 2010
Libro disponibile

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IL LIBRO |
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Cosa spinge uno stimato e irreprensibile
medico di paese ad ammazzare
la moglie a colpi d’ascia dopo
quarant’anni di matrimonio? E come
si può consumare un delitto tanto
efferato in un’atmosfera di calma
apparente? Muove da qui il racconto
di Ferdinand von Schirach, da situazioni
di normalità in cui un colpo
di vento può scatenare una follia
criminale.
Dalla sua posizione privilegiata di
avvocato penalista, l’autore osserva
quotidianamente gli orrori e le violenze
della vita di tutti i giorni. Spacciatori, prostitute, skinhead, ma anche
famiglie aristocratiche, ricchi
uomini d’affari e insospettabili
guardiani di museo diventano così i
protagonisti di vicende semplicemente
inspiegabili dalla ragione.
Entrando
in punta di piedi nelle vicende
che racconta, l’avvocato von Schirach riesce a mostrarcele
sotto una nuova luce, invitandoci
a rivedere i pregiudizi sui criminali
e sulle cause delle loro azioni, e a riflettere
sul labile confine fra il bene
e il male.
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I GIUDIZI |
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"Von Schirach racconta i meccanismi del delitto meglio di qualunque romanzo."
Corrado Augias
"Ritratti reali di individui che la cronaca descrive solo attraverso sbrigativi stereotipi... Davvero un bel libro."
Pupi Avati
"Per una volta, dalla parte di chi uccide. Per una volta, è tutto vero."
Donato Carrisi
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UN BRANO |
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"Fahner pregò Ingrid di scendere nello scantinato e lui si incamminò giù per la scala esterna. Ingrid entrò sbuffando nel locale dove lui teneva gli attrezzi da giardinaggio. Erano tutti appesi ordinatamente al muro in base alla funzione e alle dimensioni, oppure erano appoggiati, puliti, in cassette di lamiera o di plastica. Erano attrezzi belli, che aveva messo insieme nel corso degli anni. Ingrid andava di rado laggiù. Quando aprì la porta, Fahner prese senza dire una parola l’ascia dal muro. Era di fabbricazione svedese, forgiata a mano, lubrificata e senza ruggine. Ingrid ammutolì. Lui indossava ancora i ruvidi guanti da giardinaggio. Ingrid fissò l’ascia. Non si scansò. Già il primo colpo, che le spacco la volta cranica, fu mortale. L’ascia proseguì la sua corsa tra pezzi d’osso scheggiato fino al cervello, la lama le tagliò in due il viso. Ancora prima di cadere a terra, era morta. Fahner faticò a estrarre l’ascia dal cranio, dovette puntarle un piede sul collo. Con due colpi violenti le staccò la testa dal tronco. Il medico legale registrò in seguito altri diciassette
colpi che furono necessari a Fahner per staccarle braccia e gambe."
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L'AUTORE |
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