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LA SCHEDA LIBRO |
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IL SIGNORE DELLE PIANURE
Javier Yanes
Traduzione di Claudia Marseguerra
Narrativa
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 640
Prezzo: € 19.60
In libreria
dal: 4 Marzo 2010
Libro disponibile

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IL LIBRO |
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«Mio nonno mi raccontava le storie
dell’Africa...» Curro Mencía aveva
dieci anni quando ascoltava rapito i
racconti del vecchio Hamish, pieni di
vegetazione esotica e di esploratori, di
cieli sconfinati e di savane, di leoni uccisi
e trofei di caccia. La nonna, l’adorabile
e indomabile Uke, era morta da
poco, e Hamish, uno scozzese dai capelli
rossi scomparso negli immensi
spazi africani dopo averla messa incinta,
era inaspettatamente tornato per
renderle omaggio. Nelle poche settimane
in cui si era trattenuto prima di
scomparire nuovamente nel nulla,
quel nonno che non aveva mai conosciuto
era riuscito a instillare in Curro,
attraverso i suoi affascinanti racconti,
un’insopprimibile e misteriosa nostalgia,
chiamata mal d’Africa.
Quando, molti anni dopo, viene messa
in vendita la residenza nei pressi di
Madrid che da generazioni appartiene
alla sua famiglia e che insieme a essa
sta andando in rovina, in Curro si riaccendono
i ricordi sopiti. Perché quella
è ben più di una casa, è un universo intero
che racchiude i ricordi di un’infanzia
piena di avventure, di affetti e
di mistero: è lì che Curro ha conosciuto
fugacemente il suo bizzarro nonno
ed è da lì che intende ripartire alla ricerca
di indizi che glielo restituiscano. Un viaggio sulle tracce delle proprie
radici che lo porterà fin nel cuore del
Kenya, all’appuntamento da troppo
tempo rimandato con il signore delle
pianure...
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I GIUDIZI |
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"Non è un libro d'avventura nè un romanzo storico, non è un thriller nè una storia romantica... Ma è tutto questo insieme."
ABC
"A metà tra il romanzo di viaggio e la letteratura di viaggio... Un Kenya magico, fatto di paesaggi struggenti e personaggi pieni di fascino."
El Mundo
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UN BRANO |
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"Mio nonno mi raccontava le storie dell’Africa.
Ne ricordo una, di una fattoria che sorgeva proprio sulla linea dell’equatore. Un giorno il suo padrone, un colono inglese, decise che sarebbe stata una buona idea allevare struzzi, visto che a Londra facevano furore i cappellini da donna con le piume. Riunì i suoi uomini, costruirono uno steccato e cominciarono a dare la caccia al loro primo esemplare. Ben presto adocchiarono un maschio splendido, grande come una gru di porto e con un piumaggio da cancelliere. Lo legarono stretto e lo trascinarono dentro al recinto, mentre l’animale, infuriato, menava calci a più non posso nella luce del tramonto africano. Il colono pensò che forse chiudendogli gli occhi, come si fa con i falchi e i pappagalli, l’uccello si sarebbe calmato. In fondo, lo struzzo è pur sempre un uccello..."
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L'AUTORE |
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