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LA SCHEDA LIBRO |
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LE OSSA DI CARTESIO
Una storia della modernità
Russell Shorto
Traduzione di Irene Abigail Piccinini
Saggistica
Collana: Il Cammeo
Pagine: 294
Prezzo: € 17.60
In libreria
dal: 28 Maggio 2009
Libro disponibile

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IL LIBRO |
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Stoccolma 1650:un uomo sta morendo nel
cuore della notte. Ha cinquantaquattro
anni. Al capezzale
siede l’ambasciatore di Francia, da
corte arriva il medico personale
della regina Cristina. L’ora però è
ormai giunta, e gli occhi di Cartesio
si chiudono per sempre. Ma per il suo corpo non
c’è pace: dopo una frettolosa sepoltura
in un piccolo cimitero cattolico
a nord della città, i resti saranno
riesumati nel 1666 per essere
traslati in patria, a Parigi. Qui, nella chiesa
di Sainte-Geneviève-du-Mont, le
spoglie trovano una seconda tumulazione,
tra grandi festeggiamenti.
Poi, nel 1819, presenti i luminari
dell’Accademia delle scienze, avviene
una terza cerimonia. Ma all’apertura
della bara qualcosa non
va. Manca un «pezzo», precisamente
il cranio, separato dal resto delle
membra per una beffarda ironia
delle vanità mondane, visto che a
Cartesio la tradizione ascriverà il
dualismo mente-corpo. Nasce così
l’enigma delle sue ossa, qui ricostruito e svelato da Russell
Shorto, che prende spunto da
questa vicenda per delineare un intenso affresco storico, ricco
di colpi di scena, popolato di grandi
personaggi e delle loro idee destinate
a segnare il nostro presente.
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I GIUDIZI |
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"Un avvincente 'romanzo d'avventura' intellettuale."
Los Angeles Times
"La raffinata opera di un intellettuale che è anche narratore."
The New York Times Book Review
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UN BRANO |
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"Alla febbre era subentrata la polmonite; il paziente aveva il respiro irregolare, gli occhi erratici. Chanut avrebbe voluto mandare a chiamare il medico di corte, ma Cartesio si era infuriato all’idea. Alla fine Cristina, la ventitreenne regina di Svezia, dal suo palazzo fiabesco al capo opposto dell’isola che formava il centro di Stoccolma, mandò il proprio medico ad assisterlo. Era stata Cristina, insieme a Chanut, che aveva convinto il celebre pensatore a venire al Nord.
Il dottore, un olandese di nome Wullen, si avvicinò al letto con riluttanza. Ci fu un alterco feroce in cui il filosofo chiarì con asprezza che riteneva il medico uno stupido. Il culmine si raggiunse quando Wulien propose un salasso, al che il paziente reagì con veemenza esplosiva: «Signori, non sprecate sangue francese!» e ordinò che l’uomo fosse condotto fuori. Wullen se ne andò, disinteressandosi della faccenda e borbottando un verso consolatorio di Orazio piuttosto fatuo: «Chi salva uno contro la sua volontà, fa lo stesso di chi lo uccide.»"
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L'AUTORE |
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