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Justin  Scott
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Longanesi



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 LA SCHEDA LIBRO
 
   
FOCOLARI DI PIETRA
Il romanzo della preistoria: una grandiosa epopea
racconta i primordi dell'avventura umana

Jean M. Auel
Traduzione di Perria L.
Narrativa
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 828
Prezzo: € 17.50
In libreria dal: 30 Aprile 2002
Libro  disponibile
    
 
 
 IL LIBRO
 
    Era Glaciale. Dopo un lungo viaggio, nel corso del quale ha affrontato pianure sconfinate, fiumi tumultuosi, montagne impervie, bestie feroci, ma soprattutto ha conosciuto la coraggiosa e affascinante Ayla, Giondalar torna dal suo popolo, la Nona Caverna degli Zelandoni, che per cinque anni lo ha atteso. Ma la festosa accoglienza riservata all'uomo viene offuscata dal timore per la straniera al suo fianco. Chi è quella donna? Da dove viene? Perché è accompagnata da un lupo e da due cavalli? Mentre la Caverna intera la studia con apprensione, Ayla si rende conto che il suo futuro - ma anche quello di Giondalar - dipende da ciò che lei sarà in grado di offrire agli Zelandoni: la capacità di accendere il fuoco grazie a pietre speciali e di stringere «amicizie» con gli animali, l'abilità nel maneggiare le armi e nel realizzare utensili...
Ayla comincia allora un viaggio ben più impegnativo di quello appena concluso: un viaggio verso la conoscenza del popolo cui appartiene per specie, ma che la vede come «diversa» per via dei suoi legami coi Testapiatta, considerati da tutti alla stregua di animali e invece depositari di conoscenze antiche dal valore inestimabile. Ogni cosa, per lei, si trasformerà in una sfida: una caccia al bisonte sarà un modo per mettere in pratica le sue straordinarie doti di guaritrice; la scoperta di un'arcana «grotta bianca» le permetterà di rivelare le sue connessioni col mondo degli Spiriti; le trappole tese da individui meschini e ostili le consentiranno di dar prova della sua intelligenza e del suo coraggio. Ma sarà sufficiente? Riuscirà la Nona Caverna ad accettare quella donna così orgogliosa e determinata? E Giondalar le starà accanto per sempre?
 
 I GIUDIZI
 
    "Un panorama della cultura umana nella sua infanzia."
Fernanda Pivano

Una vera incantatrice che ha ricostruito un mondo vivido e avvincente."
Los Angeles Times

"Jean Auel è eccezionale, addirittura sovrumana, nella sua capacità di ridare carne e sangue, gioia, calore, amore e sofferenza, a un mondo che oggi conosciamo soltanto grazie a qualche pietra e a pochi frammenti di ossa."
Detroit Free Press

"Jean Auel è veramente una fuoriclasse."
Cosmopolitan

"Uno straordinario talento narrativo in grado di catturare i lettori al pari di un potente incantesimo."
Publishers Weekly

"Ha superato i cliché dei primitivi armati di clava per raccontarci i primi passi dell’umanità."
The New York Times
 
 UN BRANO
 
    Sull’orlo del ripiano di roccia calcarea si stava radunando un gruppo di persone che guardavano verso il basso con diffidenza. Nessuno faceva un gesto di benvenuto, anzi alcuni tenevano la lancia pronta, se non addirittura in posizione di attacco, segnalando una minaccia vera e propria. La giovane donna aveva l’impressione di percepire la paura che li rendeva prudenti. Restando ai piedi del sentiero, vide altri ancora affol-arsi su quella cengia, guardando in basso, molto più numerosi di quanto immaginasse. Aveva già visto la stessa riluttanza ad accoglierli in altri popoli che avevano incontrato durante il Viaggio. Non è una novità, si disse. All’inizio è sempre così. Comunque si sentiva a disagio.
L’uomo alto balzò a terra dal giovane stallone che montava. Non era diffidente né a disagio, ma per un attimo esitò, tenendo la cavezza dello stallone. Voltandosi, notò che lei era rimasta indietro. «Ayla, tieni tu la corda di Vento, per favore. Sembra nervoso», osservò, alzando la testa verso la cengia rocciosa che li sovrastava. «Immagino che lo siano anche loro.»...
Mentre risaliva il pendio, andando incontro a quella folla ansiosa, l’uomo non mostrava la minima paura; la donna, invece, fu lieta dell’opportunità che le si presentava di rimanere indietro e osservare la gente, prima di doverla incontrare. Era più di un anno che aspettava, o meglio temeva, quel momento e le prime impressioni erano importanti, da entrambe le parti.
Mentre gli altri restavano indietro, una giovane donna gli corse incontro. Giondalar riconobbe subito la sorella minore, anche se, durante quei cinque anni di assenza, la bambina graziosa era sbocciata in una giovane donna di straordinaria bellezza.
«Giondalar! Sapevo che eri tu!» esclamò, gettandogli le braccia al collo. «Finalmente sei tornato!»
 
 L'AUTORE
 
    Jean M. Auel