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LA SCHEDA LIBRO |
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LA SPIA DI DIO
Juan Gomez Jurado
Traduzione di Patrizia Spinato
Narrativa
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 360
Prezzo: € 16.60
In libreria
dal: 29 Marzo 2007
Libro disponibile

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IL LIBRO |
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Roma, aprile 2005. Giovanni Paolo
II è morto da poche ore, e mentre
piazza San Pietro si riempie di fedeli
pronti a dargli l’ultimo saluto, il Vaticano
freme nei preparativi per il
conclave che dovrà dare il nome del
nuovo pontefice. Un evento dietro il
quale da secoli si articolano intrighi,
si tessono e si sciolgono alleanze, e si
consumano crimini. È allora che i
due papabili più favoriti, appartenenti
all’ala liberale della Chiesa,
vengono trovati cadaveri, uccisi secondo
lo stesso, macabro rituale, con
tanto di mutilazioni e messaggi in
chiave biblica.
Per l’ispettore Paola Dicanti, una dei
pochi profiler al mondo specializzatisi
presso l’FBI, il compito di fermare
l’assassino si annuncia particolarmente
difficile. Alle crudeli astuzie
dello psicopatico si sommano gli
ostacoli che i servizi di sicurezza del
Vaticano pongono alle indagini; l’arrivo dell’affascinante
padre Fowler, ex militare
dell’aeronautica statunitense il quale,
oltre a conoscere il killer, sembra
celare un fosco passato e segreti cruciali
per la risoluzione del caso, obbliga
Paola a un’ulteriore sfida con i
suoi stessi demoni.
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I GIUDIZI |
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"Azione elettrizzante, mistero, avvincenti protagonisti sulle tracce di uno psicopatico assetato di sangue, e uno straordinario colpo di scena finale... Un degno vicino di scaffale di Thomas Harris e Dan Brown."
ABC
"Un grande esordio di un giovane scrittore europeo che usa sapientemente i temi e le tecniche narrative dei bestseller statunitensi."
El País
"Un ritmo vertiginoso e travolgente."
La Vanguardia
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UN BRANO |
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"«Sono felice del tuo pentimento. Per i primi tre peccati ti impongo una penitenza di sei Padrenostri e sei Avemarie. E per l’ultimo...»
L’espressione nei freddi occhi grigi di Karoski non mutò minimamente mentre sollevava il coltello e lo infilava tra le labbra della sua vittima, ormai in preda al terrore.
«Oh, Peter, non puoi nemmeno immaginare quanto mi piacerà...»
Selznick impiegò quarantacinque minuti a morire, e lo fece in un silenzio forzato, senza mettere in allarme i sorveglianti di turno a trenta metri di distanza. Karoski tornò nella propria cella e chiuse la porta. Il mattino dopo lo spaventato direttore dell’istituto lo trovò lì seduto, sporco di sangue ormai secco.
Ma non fu quell’immagine ciò che più lo turbò, quanto la fredda, assoluta e distaccata logica con cui Karoski gli chiese un asciugamano e un catino, perché «si era macchiato»."
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L'AUTORE |
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